
venerdì 23 luglio 2010
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lunedì 12 luglio 2010
La Sapienza a Nassiriyah sulle tracce dei Sumeri
Italiani e iracheni insieme per una missione archeologica che formerà anche gli Indiana Jones del futuro
È targata Sapienza la missione archeologica italo-irachena che realizzerà gli scavi nell’area a sud-ovest della città di Nassiriyah, la regione dove si è sviluppata la cultura sumerica nel corso del III millennio a.C..
L’Italia è l’unico Paese straniero a essere stato autorizzato, dall'epoca della Prima Guerra del Golfo, a partecipare a una missione congiunta, nel sud della nuova Repubblica irachena.
Il Ministero della Cultura e la Soprintendenza della Repubblica dell’Iraq infatti hanno accordato il permesso di nuovi scavi nell’area di Abu Tubairah, un sito di grande interesse che, a giudicare dalla ceramica reperita in superficie, si colloca cronologicamente dal periodo Jemdet Nasr (2900 a.C.) sino all’epoca Paleo-Babilonese (ca. 1750 a.C.).
La missione, guidata dall’assiriologo Franco D’Agostino della facoltà di Studi orientali e dal Soprintendente archeologico della Regione di Dhi Qar Abdulamir Al-Hamdani, ha anche lo scopo di addestrare sul campo giovani archeologi, epigrafisti e topografi iracheni e italiani.
Il permesso di scavo giunge al termine di una serie di attività scientifico-culturali e didattiche per l’aggiornamento linguistico e filologico delle lingue della Mesopotamia antica (sumerico e assiro-babilonese) che hanno vista impegnata la facoltà di Studi orientali nell’area di Nassiriyah, grazie a fondi del ministero degli Affari esteri e dell’Università.
Dopo una prima fase di ricognizione tra settembre e ottobre, la missione inizierà gli scavi nella primavera del 2011.
Focus
Non è la prima volta che la Sapienza è presente in Iraq con attività scientifico-culturali e didattiche.
Nel 2004 l’équipe guidata dal professor Giovanni Pettinato, sumerologo di fama internazionale, vi si è recata per la ricognizione sullo stato delle epigrafi del museo di Baghdad dopo i furti e i saccheggi compiuti dall’inizio della guerra.
Le missioni archeologiche della Sapienza. Unica in Italia e in Europa è la concentrazione di concessioni di scavo di grandissima importanza scientifica che detiene la Sapienza, sia in Italia che nel Mediterraneo, per le quali il Senato accademico dell’università dal 1977 ha stabilito unanimemente di riservare un finanziamento annuale di base.
Lo stanziamento 2010 per i grandi scavi è di 500 mila euro, con un netto aumento, nonostante le difficoltà finanziarie per le università italiane, rispetto ai 373 euro stanziati nel 2009.
Tra le missioni archeologiche di maggiore rilievo, che sono peraltro integrate da numerose altre significative attività di scavo in Italia e all’estero, si ricordano gli scavi di Ebla in Siria (P.Matthiae), di Kirbet al-Batrawi in Giordania (L. Nigro), di Arslantepe in Turchia (M. Frangipane), dell’Acacus in Libia (S. Di Lernia), di Elaiussa in Turchia (E. Equini Schneider), di Pyrgi in Etruria (G. Colonna), di Veio nel Lazio (G. Bartoloni, G. Colonna, A. Carandini), del Palatino e della Meta Sudans in Roma (A. Carandini, C. Panella) di Lavinium nel Lazio (M. Fenelli), di Populonia in Etruria (G. Bartoloni).