martedì 24 febbraio 2009

Non può piovere per sempre



Ricordando Brandon Lee

domenica 22 febbraio 2009

venerdì 20 febbraio 2009

Sine Requie Anno XIII: la saggezza degli autori




Matteo Cortini e Leonardo Moretti sono gli autori di uno dei migliori giochi di ruolo che abbia mai visto: Sine Requie.

Anche se scriverò sicuramente una critica decente del gioco ora non posso esimermi dal citare una delle frasi più sagge che io abbia mai letto, tratta dalla "Nota degli Autori" presente in tutti i manuali, e che dedico ai bigotti del web:

Se credete che il gioco di ruolo rovini la psiche dei giovani potete benissimo pensare che il "Monopoli" sia alla base dei problemi dell'economia odierna e che il "Cluedo" sia un generatore di spietati killer (senza pronunciarsi sul ruolo nefasto del "Risiko")."

Matteo Cortini e Leonardo Moretti

Dagli scacchi a Hegel






































La notte porta consiglio... almeno così si dice... a me di solito porta idee da "fumettofilo" psicopatico...
Riflettendo sulle tre Stagioni di John Doe ho cominciato a pensare a tre "titoli" che potessero definirle nel migliori dei modi...

Stagione 1: In fuga dalla vita: una sana partita a scacchi con la morte.

Stagione 2:
Il Cavaliere verde è Fata Morgana.

Stagione 3: Lutero o Erasmo? De servo arbitrio o De libero arbitrio?

Chiudiamo in bellezza con una frase che mi ricorda il caro buon sistema universitario:

La variazione del quanto è anche un mutamento della qualità.
Lo smisurato si ha innanzitutto in quanto una misura, per via della sua natura quantitativa,
va oltre la sua determinatezza qualitativa.

G.W.F. Hegel

Uhm... credo si meglio chiudere prima di cominciare a spararne delle altre...

giovedì 19 febbraio 2009

John Doe




Un grande mito orgogliosamente italiano.
Recchioni & Bartoli grazie.

mercoledì 18 febbraio 2009

Gli inizi

Dalle mura lo sguardo spaziava libero su un'ampia pianura che si stendeva a ovest fino all'Eufrate e si perdeva nella foschia lontana. Le rovine di antiche città e villaggi si ergevano da ogni parte. Quando il sole tramontò, contai più di cento colline, che gettavano le loro ombre scure sulla pianura. Erano questi i resti della civiltà assira [...].

Con queste parole Austen Henry Layard descrisse la sua prima impressione di quella striscia di terra che un tempo fu il centro di una civiltà tanto potente come quella assira e con queste parole inauguro il mio secondo blog (il primo oramai è abbandonato a sé stesso da lungo tempo), che proprio da quell'impero prende il suo nome: mat Ashur ("la città del dio Assur").

Benvenuti.